Locale MI vs locale L.A. – I 5 motivi per cui non vado a ballare in Italia

Ieri sera mi è capitato (per cause di forza maggiore, un addio al celibato) di andare in una rinomata discoteca della movida milanese. E mi sono ricordato così perchè sono anni che le evito.

Punto numero 1: Il locale

Devo dire che il posto non era neanche malvagio, spazioso, ben arredato, con un aperto e un chiuso. Certo nulla a che vedere però con uno Standard a Downtown L.A. (nella foto) situato sul terrazzo di un grattacielo nel centro di Los Angeles con tutti i palazzi intorno immersi nel blu notte che creano un panorama unico. Irreale, da perdere il fiato. Un arredamento avveniristico, ma né pesante né eccessivo. E anche una piscina (utilizzabile, non la classica “americanata” italiana solo di complemento).The Standard

Ma la reale differenze nel valutare questo punto 1 non è la bellezza in sé del locale, bensì il fatto che in America se un posto è abilitato per 200 persone, ci fanno entrare 200 persone. Non 2mila.

Punto numero 2: La musica

Beh questo punto ammetto che è un po’ soggettivo. Nel senso che a me piace la black e quindi…. a Los Angeles non c’è rischio di beccare altro. Ovunque vai. Qui in Italia, invece, hai due possibilità di ballare un pezzo di Usher o dei OneTwelve: o alle 22:30 all’apertura oppure alle 4 del mattina per svuotare la pista e far andare tutti a casa. Ma io nelle 6 ore in mezzo che cacchio faccio???

Punto numero 3: L’educazione (del locale e della gente)

In America non esiste il concetto di “fila” né tantomeno di “selezione all’ingresso”. Vuoi andare in un locale? Ci vai e ci entri. Ovviamente se c’è ancora posto (vedi punto 2). In Italia, invece, anche il posto più sgrauso ti costringe a ore di fila in mezzo a tamarri sudati per poi arrivare all’ingresso dove uno con la terza media e un immotivata sete di presunzione si permette di squadrarti e dirti SE puoi entrare e QUANDO. Ma scusa, pago per cui entro dove voglio (e infatti sarebbe illegale discriminare) e soprattutto se non entro qui entro lì di fianco per cui ciao.

La gente, invece, beh non sto neanche ad approfondire. Avete mai visto uno fumare in un locale italiano? Sicuramente. Ancora e nonostante le regole. Oppure ragazze fintofighe che si fanno largo a testa in sù spingendo tutti solo perchè loro pensano di essere le regine della sala che tutti guardano? Oddiiiio.

In California non si fuma in spiaggia, figurati in un locale. Ma soprattutto non si fuma in spiaggia perchè c’è una legge che lo vieta e nonostante le spiagge siano lunghe 30 km, e quindi un controllo completo risulti impossibile, nessuno si permette di fumare lo stesso*.

PS: solo una volta, in un locale a Orange County mi è capitato che mi venisse consigliato di non entrare con il cappuccio perchè faceva troppo gang. Ora, a me solo che mi avessero detto che sembravo uno di una gang ero gasatissimo, ma in realtà era strano perchè avevo appena comprato questa giacca costosissima di D&G da Macy a Newport Beach che terminava con un cappuccio, cioè voglio dire non era una felpa per intenderci, però faceva gaaaaaang! Blow.

*in questo non voglio idolatrare gli States, per carità hanno altri mille problemi, ma hanno si è no 3 regole, solo 3, ma quelle 3 le seguono tutti.

Punto numero 4: i cocktail

Due righe. In Italia fanno cagare: prodotti scadenti, annacquati, e dietro al bancone ragazzi della domenica alle prime armi. (e lo dice un astemio)

Punto numero 5: le ragazze

Premessa: io questo colpo non ce l’ho, lo ammetto, tutti i miei amici lo sanno: non sono assolutamente in grado di attaccare bottone con una sconosciuta (se mi inserite in un contesto già sbloccato poi spacco (lol), ma così alla cieca valgo zero). Ma, detto questo:

Allora, entri in una discoteca a Milano, guardi una e ti menano in 10.

Così, pronti via.

Nel caso fortunato che eviti questa mattanza ed effettivamente riesci a ballare con una diventi il concorrente di un gioco a premi. Lei valuta ogni tua mossa come se dovesse scegliere il divano per il salotto di casa ed è convinta che tu vuoi solo scoparla. Qualunque cosa tu dica o faccia lei pensa che tu voglia solo scoparla (come se lei avesse in mente invece di discutere di politica eh…). E soprattutto come se nel locale ci fosse solo lei. Ma alla seconda volta che dice una frase tipo “Ah bella questa hai guadagnato punti” io l’ho già lasciata lì in pista sotto le note di un gigidagostinodimerda qualsiasi e sono andato a parlare col distributore di goldoni nel cesso piuttosto. Ma guadagnato punti per cosa????????????? Ciccia forse non hai capito che come te qui ce ne sono altre mille. Non sei tu che scegli.

But anyway… A Los Angeles non solo puoi guardare una e chiederle di ballare anche se lei è lì col suo gruppo di amici (di cui un paio di Inglewood belli grossi), ma, anzi, vengono loro. Sei in pista, sotto le note dell’ultima smash hit di Ludacris, una si avvicina, senza dirti nulla ti mette il culo addosso, mega sexy e vi fate sto ballo insieme. Con tutti i tuoi soma con le braccia in push up che ti guardano e se la godono. E alla fine della canzone? Vuol dire che si scopa? No, non è quello il senso. Si balla, ci si diverte insieme. Lei non pensa male di te, tu non pensi male del suo culo e si è fatto un ballo insieme. Punto. Poi può essere qualunque cosa. Come in qualsiasi altra situazione. Al bar o al market.

That’s all buddies.